Shine. Un film che racconta la vita di David Helfgot

Shine. Un film che racconta la vita di David Helfgot

Ci sono film che superano la sottile linea della banalità e si inoltrano in oceani non convenzionali.

È il caso di Shine, film del 1996 diretto da Scott Hicks e meritevole di un premio Oscar e di un Golden Globe.
Il film racconta le vicende di David Helfgot, realmente esistito, e della sua dura lotta emotiva per vincere la paura.

Cosa c’è di strano in questo? Che David nacque senza alcun tipo di problema e subì le vessazioni fisiche e psicologiche del padre fino alla pazzia.

Come David Helfgot arriva al cedimento

Il film comincia con un David adulto che, fradicio di pioggia, entra in un locale e parla in maniera sconnessa. Le scene di lui adulto sono intervallate da episodi vissuti da bambino e adolescente. Il regista vuole far comprendere, da subito, dove si è rintanata la sua mente e perché è arrivata a quel punto.
Centro di questo universo, il pianoforte. Amore e violenze, motivo di vicinanza e allontanamento, tutto gira vorticosamente intorno ai tasti della musica.
David Helfgot è ancora giovane quando decide di allontanarsi da casa, con grave disappunto di suo padre, e studiare in una scuola di musica molto importante a Londra. La sua diversità caratteriale comincia a farsi sentire già qui quando, ingenuo e solitario, si accompagna ad amici approfittatori. David non riconosce l’egoismo perché abituato a subire la violenza di suo padre e la solitudine. Il suo interesse per le ragazze è presente ma non riesce ad avvicinarle nel migliore dei modi a causa, appunto, della sua genuina stranezza. Durante una serata con i suoi compagni, un travestito con un lungo boa di piume rosso lo guarda con molta attenzione, non si sa cosa capiterà ma il regista decide di spostare la scena di qualche ora e riprendere David con quello stesso boa rosso, addormentato in una piazza e alle prese con i postumi della sbornia. Il pubblico intuisce qualcosa ma non ne ha conferma, può solo fantasticare.
Un altro accenno alla pazzia nascente di David avviene nella scena in cui il giovane recupera un pacco dalla sua posta, una signora del condominio scende le scale ma non risponde al saluto di David e lo oltrepassa in maniera sdegnata. Il pubblico non capisce il motivo fino a quando il giovane non sale le scale lasciando intravedere il suo sedere nudo.

Non portava i pantaloni ma nemmeno le mutande! Questi piccoli segnali sono importanti perché permettono di comprendere pienamente il graduale excursus che porterà David a cedere durante il suo primo importante concerto e alla conseguente entrata in una clinica di riabilitazione. Il crollo psicotico ha avuto luogo.

Ma le cose un giorno cambiano. Quel giorno c’è sempre

David è ricoverato in centro per persone problematiche e una volontaria lo riconosce e decide di portarlo con sé. Le cose non sono facili perché l’uomo vive in un mondo tutto suo dove l’accesso è precluso a chiunque. La donna dovrà convivere con un’anima complessa e con un uomo che la saluta con un sorriso e una palpata di seno ogni mattina. Questa ricerca del contatto fisico, e il modo in cui avviene, dice molto sulla personalità di David. Innocente, puro, allegro eppure persistente. David non ha conosciuto abbastanza il mondo per conoscere le regole degli adulti ma ha in sé una sessualità e un desiderio che non riesce a controllare.

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A David era proibito toccare il pianoforte e non ha potuto farlo per anni ma arriva in un ristorante e inizia a suonare lasciando tutti attoniti. E incontra Gillian, una cartomante che vedeva molto più con il cuore che con gli occhi. Si avvicina in maniera talmente empatica che si insinua tra le corde del pianista e riesce a intravedere l’uomo che si nasconde al suo interno.

David non perde mai occasione di abbracciarla, di sfiorarle le mani, di sentire il suo profumo e di perdersi nei suoi discorsi insensati fino alla fatidica proposta di chiederle di sposarlo.


La donna non gli risponde, non sa cosa dire. Ma è nella solitudine della sua vita, mentre guarda il panorama secco, arido e carico di nuvole pesanti che capisce. Ha visto nel suo cuore e c’era quel folle uomo.
Il matrimonio tra i due avviene in tempi molto brevi e c’è un lungo bacio commovente, quasi adolescenziale, che suggella quel nuovo amore. L’approccio di David ha in sé quel tenero stupore di chi vive tutto come un’eterna prima volta e il sesso tra i due (la scena seguente a quella del matrimonio) è ironica, dolce, leggera.

L’amore finalmente lo spinge a sconfiggere la paura e a prendersi quello che merita. Durante il suo primo concerto subisce un’ovazione del pubblico che spazza via quell’insanità mentale che lo ha pressato per un’intera vita. Mentre bacia Gillian e la abbraccia, le strizza un seno mentre la donna gli prende la mano, in maniera docile, gliela bacia e gli chiede di suonare ancora per loro. Nel pubblico, la madre e la sorella si lanciano in un applauso commosso e liberatorio, con gli occhi velati di lacrime.

L’amore della sua compagna è riuscito a incanalarsi in David e a spazzare via tutto il male, il rancore, la solitudine e la paura che il padre gli aveva instillato.

Seduzione dal film Il collezionista di ossa

Seduzione dal film Il collezionista di ossa

A volte i film servono per focalizzare meglio e rendere comuni emozioni che si descrivono verbalmente con difficoltà. Per chi lo ha visto le scene di seduzione dal film Il collezionista di ossa sono molto vibranti. Il film è di Phillip Noyce del 1999.

La trama del film

La trama gira vorticosamente intorno al criminologo Lincoln Rhyme, detective della Polizia di New York e autore di diversi libri fondamentali per l’addestramento delle reclute, che è immobilizzato nel suo letto da quattro lunghi anni a causa di un incidente durante il suo lavoro.
La vita che gli scorre davanti e la sua disabilità, instaurano una stanchezza esistenziale da spingerlo al pensiero della morte.
Ma un giorno tutto cambia.
L’agente Amelia Donaghy trova un cadavere: fotografa la scena senza intaccarla e cerca di dare un senso alle prove lasciate dall’omicida. Il detective Sellitto, che si occupa del caso, coinvolge Rhyme detective ancora in servizio e unico attento osservatore in grado di risolvere il fitto mistero. Così i due si incontrano: due forti personalità spinti dalla caparbietà e determinati a risolvere i rapimenti e gli omicidi che incalzano. Il filo sottile della professionalità che li lega agli attimi infiniti mentre cercano di salvare vite è la trama del film principale. Ma ce n’è un’altra più umana, più coinvolgente, più stimolante: tra i due nasce prima una reciproca fiducia e poi un’attrazione labile, sottile, soffice come la punta di una piuma. Fascino che è un travolgente richiamo travestito da antipatia che diventa seduzione anche fisica. Poi il coinvolgimento e l’inevitabile intreccio di sguardi e attenzioni: così iniziano le scene di seduzione.

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Le scene di seduzione

Riscoprire la potenza del profumo della pelle che è il più potente tra i sensi: l’olfatto. Amelia porge un piccolo frammento ritrovato sulla scena del crimine a Rhyme e si avvicina talmente tanto da stabilire un contatto per la prima volta. La bravura di Denzel Washington è nel suo viso che coglie pienamente il piacere di risentire quel profumo di donna che da tempo Rhyme non sentiva più. Il collo di Amelia è lungo e sinuoso, gli si para dinnanzi svelando sogni voluttuosi e preliminari sensuali eppure lui non si tira indietro. La guarda sfrontato, in maniera profonda e lunga e lei sente il peso di quello sguardo, affrontandolo a sua volta. Ed eccolo lì, il secondo motivo della seduzione: lo sguardo.

 

 

Per la prima volta i due si guardano non come colleghi, ma come due persone che si piacciono e si desiderano a vicenda. Una vicinanza che permette di sentire il reciproco odore, in attesa di scovare qualcosa di non detto. L’idillio è fermato dall’entrata in scena di Thelma, l’infermiera, ma è solo momentaneo perché di lì a pochi minuti ci sarà la scoperta di un altro senso importantissimo per la seduzione: il tatto.
Rhyme riposa dopo un attacco di disreflessia e Amelia è vicina al suo letto.
Con una mano si avvicina alla cicatrice della tracheotomia, ripercorrendone i rilievi in maniera leggera. Le sue lunghe dita affusolate continuano a scendere fino ad accarezzare le dita di Rhyme, l’unico strumento mobile di un corpo ormai pietrificato, e si riscopre a provare piacere in quel leggero tocco sensuale. La sua mano ripercorre l’intera lunghezza del dito, indice e medio si aprono per accoglierlo come due gambe che si schiudono alla virilità maschile. C’è una prepotenza simbolica in tutto questo, avvalorata dai sospiri di Amelia che chiude gli occhi mentre la sua mente è persa in qualche dolce fantasia quando Rhyme apre gli occhi e la riporta alla realtà, stemperando quel clima elettrico con una battuta ironica.

 

“Esistono delle leggi contro le molestie agli handicappati” dice lui.
Non le chiede cosa stia facendo perché lo sa già. Il piacere dato dall’avvicinamento delle mani toglie il fiato. Decide di accompagnare placidamente questo momento e stuzzicare Amelia che non si sottrae al gioco e risponde con un semplice “ah si?”, come per ammettere candidamente cosa stava facendo.
Battute e sorrisi rendono ancora più profondo il livello di intimità che si è creato e che c’è ancora negli sguardi fra i due, di sfida o di attrazione che rende vane tutte le parole.

Il destino te lo costruisci da solo

La forza di un incontro cambia la visione del proprio futuro. Una persona, oltre all’amore che proviamo per noi stessi, che diventano una propulsione vitale. La trama fitta del film si evolve e si risolve scoprendo e fermando il colpevole. Tra i due protagonisti nasce un intreccio misto di complicità, attrazione e genialità che li unisce: nasce un rapporto speciale. Rhyme è lontano dal suo letto e su una sedia elettronica, mentre accoglie gli invitati alla sua festa di Natale e mentre ammira il panorama di New York, finalmente felice e speranzoso di ciò che verrà.
Amelia indossa un sensuale abito lungo nero con scollatura profonda e bretelle sottile che ne sottolineano le spalle scolpire. La sua bellezza è disarmante e il suo volto è luminoso mentre siede accanto a Rhymes e gli augura buon Natale, poggiando la sua mano su quella di lui.
Ancora una volta un piccolo gesto che raccoglie tutta la voglia erotica dei due. Non è un semplice contatto tra palmo e dorso di due mani, è più un cercarsi, un accarezzarsi e un voler sentire il calore della pelle.
Lo sguardo che si scambiano raggiunge vette epocali perché negli occhi di Amelia c’è una velata commozione e una sincera promessa d’amore, lo guarda senza mai distogliere lo sguardo mentre gli sorride con due labbra carnose e gli fa capire come sarà il prosieguo della serata. Lui risponde con un piccolo cenno di incredulità, seguito subito dopo da un sorriso tenero che mostra tutta la sua gratitudine a quella vita che ancora gli riserva delle sorprese.

Seduzione e disabilità

Per un disabile, un tetraplegico nel film, il contatto e la seduzione assume una forma diversa e meno convenzionale. Il profumo, il tatto, il calore emanato dai propri corpi e uno sguardo, diventano piccoli canali del piacere guidati dal sapiente uso di una mente che sa ancora aprire la chiave dell’eros.
Innamorarsi di un uomo disabile si può e l’amore può essere forte e duraturo.