A volte i film servono per focalizzare meglio e rendere comuni emozioni che si descrivono verbalmente con difficoltà. Per chi lo ha visto le scene di seduzione dal film Il collezionista di ossa sono molto vibranti. Il film è di Phillip Noyce del 1999.

La trama del film

La trama gira vorticosamente intorno al criminologo Lincoln Rhyme, detective della Polizia di New York e autore di diversi libri fondamentali per l’addestramento delle reclute, che è immobilizzato nel suo letto da quattro lunghi anni a causa di un incidente durante il suo lavoro.
La vita che gli scorre davanti e la sua disabilità, instaurano una stanchezza esistenziale da spingerlo al pensiero della morte.
Ma un giorno tutto cambia.
L’agente Amelia Donaghy trova un cadavere: fotografa la scena senza intaccarla e cerca di dare un senso alle prove lasciate dall’omicida. Il detective Sellitto, che si occupa del caso, coinvolge Rhyme detective ancora in servizio e unico attento osservatore in grado di risolvere il fitto mistero. Così i due si incontrano: due forti personalità spinti dalla caparbietà e determinati a risolvere i rapimenti e gli omicidi che incalzano. Il filo sottile della professionalità che li lega agli attimi infiniti mentre cercano di salvare vite è la trama del film principale. Ma ce n’è un’altra più umana, più coinvolgente, più stimolante: tra i due nasce prima una reciproca fiducia e poi un’attrazione labile, sottile, soffice come la punta di una piuma. Fascino che è un travolgente richiamo travestito da antipatia che diventa seduzione anche fisica. Poi il coinvolgimento e l’inevitabile intreccio di sguardi e attenzioni: così iniziano le scene di seduzione.

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Le scene di seduzione

Riscoprire la potenza del profumo della pelle che è il più potente tra i sensi: l’olfatto. Amelia porge un piccolo frammento ritrovato sulla scena del crimine a Rhyme e si avvicina talmente tanto da stabilire un contatto per la prima volta. La bravura di Denzel Washington è nel suo viso che coglie pienamente il piacere di risentire quel profumo di donna che da tempo Rhyme non sentiva più. Il collo di Amelia è lungo e sinuoso, gli si para dinnanzi svelando sogni voluttuosi e preliminari sensuali eppure lui non si tira indietro. La guarda sfrontato, in maniera profonda e lunga e lei sente il peso di quello sguardo, affrontandolo a sua volta. Ed eccolo lì, il secondo motivo della seduzione: lo sguardo.

 

 

Per la prima volta i due si guardano non come colleghi, ma come due persone che si piacciono e si desiderano a vicenda. Una vicinanza che permette di sentire il reciproco odore, in attesa di scovare qualcosa di non detto. L’idillio è fermato dall’entrata in scena di Thelma, l’infermiera, ma è solo momentaneo perché di lì a pochi minuti ci sarà la scoperta di un altro senso importantissimo per la seduzione: il tatto.
Rhyme riposa dopo un attacco di disreflessia e Amelia è vicina al suo letto.
Con una mano si avvicina alla cicatrice della tracheotomia, ripercorrendone i rilievi in maniera leggera. Le sue lunghe dita affusolate continuano a scendere fino ad accarezzare le dita di Rhyme, l’unico strumento mobile di un corpo ormai pietrificato, e si riscopre a provare piacere in quel leggero tocco sensuale. La sua mano ripercorre l’intera lunghezza del dito, indice e medio si aprono per accoglierlo come due gambe che si schiudono alla virilità maschile. C’è una prepotenza simbolica in tutto questo, avvalorata dai sospiri di Amelia che chiude gli occhi mentre la sua mente è persa in qualche dolce fantasia quando Rhyme apre gli occhi e la riporta alla realtà, stemperando quel clima elettrico con una battuta ironica.

 

“Esistono delle leggi contro le molestie agli handicappati” dice lui.
Non le chiede cosa stia facendo perché lo sa già. Il piacere dato dall’avvicinamento delle mani toglie il fiato. Decide di accompagnare placidamente questo momento e stuzzicare Amelia che non si sottrae al gioco e risponde con un semplice “ah si?”, come per ammettere candidamente cosa stava facendo.
Battute e sorrisi rendono ancora più profondo il livello di intimità che si è creato e che c’è ancora negli sguardi fra i due, di sfida o di attrazione che rende vane tutte le parole.

Il destino te lo costruisci da solo

La forza di un incontro cambia la visione del proprio futuro. Una persona, oltre all’amore che proviamo per noi stessi, che diventano una propulsione vitale. La trama fitta del film si evolve e si risolve scoprendo e fermando il colpevole. Tra i due protagonisti nasce un intreccio misto di complicità, attrazione e genialità che li unisce: nasce un rapporto speciale. Rhyme è lontano dal suo letto e su una sedia elettronica, mentre accoglie gli invitati alla sua festa di Natale e mentre ammira il panorama di New York, finalmente felice e speranzoso di ciò che verrà.
Amelia indossa un sensuale abito lungo nero con scollatura profonda e bretelle sottile che ne sottolineano le spalle scolpire. La sua bellezza è disarmante e il suo volto è luminoso mentre siede accanto a Rhymes e gli augura buon Natale, poggiando la sua mano su quella di lui.
Ancora una volta un piccolo gesto che raccoglie tutta la voglia erotica dei due. Non è un semplice contatto tra palmo e dorso di due mani, è più un cercarsi, un accarezzarsi e un voler sentire il calore della pelle.
Lo sguardo che si scambiano raggiunge vette epocali perché negli occhi di Amelia c’è una velata commozione e una sincera promessa d’amore, lo guarda senza mai distogliere lo sguardo mentre gli sorride con due labbra carnose e gli fa capire come sarà il prosieguo della serata. Lui risponde con un piccolo cenno di incredulità, seguito subito dopo da un sorriso tenero che mostra tutta la sua gratitudine a quella vita che ancora gli riserva delle sorprese.

Seduzione e disabilità

Per un disabile, un tetraplegico nel film, il contatto e la seduzione assume una forma diversa e meno convenzionale. Il profumo, il tatto, il calore emanato dai propri corpi e uno sguardo, diventano piccoli canali del piacere guidati dal sapiente uso di una mente che sa ancora aprire la chiave dell’eros.
Innamorarsi di un uomo disabile si può e l’amore può essere forte e duraturo.