Sfatiamo qualche tabù

Quando si tenta di abbinare disabilità e sessualità forse non è sempre facile, molti credono che perché si è disabili si è privati dal fare sesso, invece non è così.

Molto dipende dal tipo di disabilità, ma una soluzione a ciò si può sempre trovare. Anche per chi ha una disabilità deve poter godere del diritto di soddisfare i richiami atavici della sfera emotiva. Nel farlo però occorrono persone che siano disposte a farsi carico di dover assistere al meglio il disabile in questione e riuscire a fargli provare un’esperienza che risulti essere degna di nota. Si possono così leggere storie dove il sesso tra una persona disabile ed una persona normodotata prende vita facendola sembrare più normale possibile superando i pregiudizi che chi legge può avere. Inoltre sarà facile anche provare una sorta di eccitazione per la situazione in sé stessa perché il sesso è bello chiunque siano i componenti a realizzarlo.

Tino ci racconta la sua storia

M chiamo Tino ed ho 33 anni. Racconto la mia esperienza sessuale con una ragazza disabile. Tempo fa mi è capitato di conoscere in chat la 27nne Michela, lei inizialmente ha omesso di dire il suo problema, limitandosi a dire che non era una ragazza come tante altre. Ovviamente tale frase non mi ha stupito più di tanto, perché quasi tutte le ragazze tendono a dirla quando iniziano una nuova conoscenza e quindi la conversazione è andata avanti mantenendo i canoni standard. Era molto carina ed era molto aperta e diretta nel suo modo di parlare, infatti dopo poco ci stavamo già organizzando per vederci, a questo punto però lei ha iniziato ad accennare al suo problema. Ha iniziato con il dire che aveva un problema motorio che le impediva di camminare correttamente ed anche la presa delle mani non era ottimale. Sinceramente ciò mi ha frenato un po’ sia perché ha atteso per dirmelo sia perché non ho mai avuto esperienza in tale contesto. La mia curiosità però non era svanita ed incuriosito dalla persona che era le ho dato modo di aprirsi sempre di più. Abbiamo continuato a parlare e ci siamo accordati per vederci la settimana dopo, così ci siamo scambiati numeri di telefono e mi ha dato il suo indirizzo dove passarla a prendere. Durante in giorni di attesa dell’incontro le nostre conversazioni proseguivano e spesso e volentieri diventano hot, Michela sapeva farci e mi piaceva come interveniva in ogni contesto.

Il giorno dell’incontro

Arrivato poi il giorno dell’incontro, la sfortuna ha voluto che era una giornata alquanto uggiosa, ma ciò non ci ha impedito di dare comunque vita al nostro appuntamento. Sono così andato a prenderla giù al suo palazzo e lei è scesa accompagnata dalla madre visto che non era facile per lei camminare da sola, subito dopo mi sono fatto avanti io e l’ho aiutata ad entrare in auto. Siamo così andati a farci un giro e fermati non troppo lontano da casa sua, abbiamo iniziato a parlare e conoscerci meglio.

Aveva un viso molto intrigante e mi piaceva come sorrideva, era difficile però non notare i tutori che portava alle gambe e che l’aiutavano al meglio a reggersi in piedi. Essendo molto diretta Michela mi ha fatto capire che aveva voglia di fare sesso e quindi di appartarci pochi metri dopo a dove eravamo in modo che nessuno ci avrebbe potuto vedere facilmente. C’è da dire che la pioggia ci ha aiutato molto visto che i vetri si appannavano e la pioggia che scendeva rendeva difficile vederci da fuori dall’abitacolo, e poi la strada non era molto trafficata. Così una volta posizionati, lei mi ha spiegato come fare per riuscire a fare del sesso senza troppe complicazioni. Dei baci passionali hanno rotto il ghiaccio tra noi e man mano le mie mani hanno iniziato ad accarezzare il suo seno mentre la mia lingua scendeva sul suo collo, provocandole dei brividi di piacere. L’eccitazione saliva man mano e così lei mi ha invitato a spogliarla di più per poter iniziare ad essere più intimi possibili. Nel fare ciò ovviamente abbiamo dovuto togliere i tutori così le era più facile muoversi e permettere a me di poter stare sopra di lei ed iniziare l’atto sessuale.

La nostra esperienza

Con la camicia sbottonata, la gonna alzata e senza avere più l’ostacolo dei tutori, lei mi guardava con quella intensità che faceva capire che la voglia di me era tanta. Così si è avvicinata alle mie gambe dicendomi di sbottonare i jeans e di tirare fuori il mio pene per poterlo prendere tra le mani e giocare con la bocca. Ho eseguito perché ero sempre più curioso di vedere cosa sarebbe successo, Michela ha iniziato a giocare di bocca ed ha dimostrato di saperci fare. Così la mia voglia di fare sesso era aumentata di un bel po’, dopo diversi minuti era arrivato il momento di darci dentro.

Sono salito sopra di lei e dopo aver indossato il preservativo ho iniziato a penetrarla vedendo il suo volto completamente assorto dal momento, mi passa la lingua sul collo e ciò contribuiva ad aumentare la mia foga. Lei poi mi invitava a sbatterla sempre più forte perché aveva voglia di godere e che le era mancato non poterlo fare negli ultimi mesi, così ogni suo gemito di piacere mi gasava molto. Purtroppo non c’è stato modo di cambiare posizione ma nonostante tutto l’atto si stava concretizzando al meglio e quando entrambi abbiamo raggiunto l’amplesso è stato lo stesso soddisfacente. Una volta finito mi sono reso conto che per quanto non fosse stato semplice il tutto, non è stato per niente male ciò che insieme avevamo fatto. Entrambi siamo rimasti contenti ed infatti alcuni baci passionali si sono ripetuti prima che ci avviassimo di nuovo verso casa sua. Nel salutarci ci siamo detti di non perderci di vista e che quando volevamo ci saremmo potuti rivedere e vivere di nuovo tale esperienza però stavolta magari andando in albergo per poter stare più comodi.

Tornando a casa non mi sono pentito di aver fatto un incontro così anche perché sono stato bene e non rinnego mai nulla di quello che faccio. Da quel giorno, sono passate alcune settimane ma a breve ci sarà il nostro incontro, sperando che vada bene come l’ultima volta.